Sam Kayongo direttore di IFC Tanzania: resilienti e fiduciosi per rispondere alla crisi

Sam Kayongo è il direttore di IFC Tanzania. Consulente da oltre 15 anni, affianca e supporta la raccolta fondi di molte organizzazioni non profit in Africa Orientale, impegnate in diversi settori: salute, educazione, WASH, cambiamento climatico e molti altri. Un’attività fatta di continue interazioni e confronto con la società civile, approfondimento e ricerca sul campo, che nella primavera 2020 è sembrata interrompersi improvvisamente, come quella di tanti consulenti in tutto il mondo.

Abbiamo chiesto anche a Sam di raccontarci che cosa ha significato adattarsi al grande cambiamento rappresentato dalla pandemia di Covid 19. Prima di Natale lo avevamo domandato anche a John Baguley, Presidente e fondatore del gruppo IFC (vedi l’intervista a John Baguley).

Sam, in che modo il tuo lavoro è stato colpito dalla pandemia? 

Prima del Covid, organizzavo spesso incontri e workshop con i miei clienti. Il distanziamento sociale li ha resi impossibili da un giorno all’altro e a questo si è aggiunto un sentimento di generale incertezza tra le organizzazioni, che si domandavano come andare avanti. Il mio lavoro ha rallentato e subito non è stato facile trovare il modo di comunicare con i clienti.

Come sei riuscito a continuare la tua attività?

Rafforzando la mia capacità di fare rete e la mia “presenza in remoto”. A Novembre ho preso parte a due eventi internazionali sul fundraising che hanno ridato indubbiamente una grande spinta al mio lavoro. Uno è stato IFAB Online, organizzato dalla Chapel and York organisation negli Stati Uniti: qui sono stato relatore sulla raccolta fondi delle organizzazioni basate in Africa. L’altro è stato organizzato dalla Kenya Association of Fundraising Professionals sul tema delle strategie di raccolta fondi online: anche qui ho avuto modo di parlare del mio lavoro. Ho iniziato anche una collaborazione di sei mesi per un’organizzazione locale che in questa fase ha bisogno di essere seguita da vicino.

Trovi che le esigenze dei tuoi clienti siano cambiate? Qual è lo scenario nella tua regione?

Tutti abbiamo dovuto adattarci alla dimensione “virtuale” e quindi certamente anche per il cliente è diventato importante sapersi attrezzare per iniziative di raccolta fondi e comunicazione online. In generale la situazione economica è in stallo e anche questo influisce sul nostro lavoro.

Dunque qual è la tua personale esperienza con il lavoro da remoto? 

Sotto l’aspetto tecnico, la qualità della connessione è stata stabile e questo mi ha consentito di tenere sempre i rapporti con gli altri professionisti e con le organizzazioni clienti. Certo ho avvertito una certa mancanza di socializzazione, ma è stata compensata dal poter spendere maggior tempo con la mia famiglia e anche dalla possibilità di seguire più facilmente zoom meeting e incontri di approfondimento su argomenti di mio interesse.

Far parte di un network internazionale come Group IFC è stato utile in questa situazione? 

Lo è stato indubbiamente, sia per me che per i miei clienti: in questi mesi ho avuto diversi incarichi grazie al lavoro di rete con alcuni colleghi europei e negli Stati Uniti. Anche la partecipazione a IFAB online è arrivata grazie a IFC.

Che lezione ti porti a casa dopo quasi un anno di pandemia?

Ho imparato che è possibile rimanere fiduciosi e resilienti anche nelle peggiori situazioni.