Noi doniamo 2020: come e dove va la generosità degli italiani

Sono molte le realtà italiane di settore – tra cui anche EUConsult Italia – che quest’anno hanno collaborato alla realizzazione dello studio “Noi doniamo – edizione 2020”, condotto dall’Istituto Italiano della Donazione (IID).

Il rapporto, che registra nel 2019 un lieve calo della propensione degli italiani a donare oltre a diversi trend nella prima metà del 2020, è stato presentato nella sua versione completa il 2 ottobre alle 11 nel corso del convegno “Noi doniamo”, in live streaming sulla pagina Facebook e il canale YouTube dell’IID (qui il programma).

Il rapporto Noi doniamo 2020

La presentazione dello studio è avvenuta in occasione della Giorno del Dono, il 4 ottobre, organizzata dall’IID. La generosità degli italiani nel 2019 è stata analizzata a partire dal confronto con la serie storica del 2018 e con un primo sguardo all’impatto della pandemia nel 2020. Hanno collaborato alla produzione e alla lettura dei dati Assif, BVA Doxa, Caritas Italiana, Centro Nazionale Sangue, Centro Nazionale Trapianti, EU Consult Italia, Osservatorio di Pavia, Walden Lab: fonti autorevoli e complete insieme ai contributi di diversi esperti fotografano lo stato dell’arte della generosità degli italiani.

I risultati: nel 2019 i donatori sono stati mezzo milione in meno

Secondo i dati Istat, nel 2019 gli italiani che hanno donato ad associazioni sono calati di circa un punto percentuale rispetto all’anno precedente: in termini assoluti si tratta di 585.000 donatori in meno. BVA Doxa conferma il trend: nel 2018 gli italiani che avevano donato ad associazioni o in modo informale erano il 49%, mentre nel 2019 sono stati il 45%.
Diverse fonti hanno segnalato anche un calo delle persone impegnate nel volontariato (dal 10,5% del 2018 al 9,8% del 2019), mentre un lieve aumento è stato registrato tra chi fa o si dice propenso a fare donazioni biologiche (sangue, organi o tessuti).

Per quanto riguarda l’ammontare della donazione media, il segnale invece è in positivo: WaldenLab registra il passaggio dai dai 70 euro del 2018 ai 77 del 2019.

Per quali cause si dona

La ricerca medico-scientifica si attesta al primo posto tra le cause per cui si dona. Seguono, in forma più limitata ma consistente, il contrasto alle povertà e il sostegno a malati e disabili.
Per quanto riguarda il volontariato, aumenta il numero di italiani che si impegnano specificatamente in associazioni ecologiche, per i diritti civili o la pace, sulla scia del forte coinvolgimento dell’opinione pubblica su questi temi negli ultimi anni: sono stati 866.000 nel 2019, 60.000 in più rispetto al 2018. La maggior parte sono giovani donne tra i 14 e i 24 anni.

Le prospettive del Terzo settore nell’anno della crisi sanitaria

Il Rapporto presenta anche i dati dell’indagine IID sulla raccolta fondi del non profit, giunta alla 18° edizione: il 42% del campione totale degli enti non profit ha affermato di aver aumentato la propria raccolta fondi nel 2019, mentre il 20% ha entrate stabili e il 38% in calo.

Lo strumento più utilizzato e considerato più efficace per raccogliere fondi è l’accesso ai bandi, subito seguito dall’organizzazione di eventi pubblici. Il ridimensionamento delle iniziative causato dalla pandemia genera in questo senso non poche preoccupazioni: il 52% delle organizzazioni non profit prevede un calo nelle entrate 2020, mentre secondo il monitoraggio avviato da IID a marzo e ad agosto, sono il 62% le onp che dichiarano di aver già subito un calo e il 7,5% di queste  denuncia di aver perso il 100% delle entrate.

Come scrive Vita.it in questi giorni,”dall’impatto della crisi, dalla tenuta della generosità delle persone, dalla loro fidelizzazione dopo l’emergenza e in generale dalla fiducia nel non profit dipenderà l’andamento delle pratiche di dono nei prossimi mesi, quando la generosità, non solo economica, sarà il principale strumento di cura della comunità”.

Il Rapporto Noi Doniamo – edizione 2020 nella sua versione completa è scaricabile dal sito www.osservatoriodono.it