Effetto pandemia: Oxfam chiude in 18 paesi e licenzia 1.500 persone

Oxfam International licenzierà circa 1.500 dipendenti e chiuderà le sue attività in 18 paesi. Gli effetti peggiori della pandemia sul Terzo Settore, che tutti abbiamo temuto negli ultimi mesi, iniziano ad emergere in tutta la loro gravità.

Oxfam ha annunciato che chiuderà i suoi uffici in Tailandia, Sri Lanka, Pakistan, Tagikistan, Haiti, Repubblica Dominicana, Cuba, Paraguay, Egitto, Tanzania, Sudan, Burundi, Ruanda, Sierra Leone, Benin, Liberia e Mauritania. La stessa sorte toccherà anche all’Afghanistan, dove l’organizzazione ha lavorato per ben 50 anni.

A determinare la decisione è stata la crisi delle donazioni registrata durante il lockdown: il modello di finanziamento di Oxfam è fortemente dipendente dai suoi negozi in numerosi paesi europei, che hanno registrato un crollo nelle entrate di ben 5 milioni di sterline al mese. Un tracollo che ha interessato anche altre forme di finanziamento dell’organizzazione (ad esempio molti eventi di raccolta fondi già in programma che sono stati forzatamente annullati) e ha spinto i responsabili a ricorrere a soluzioni drastiche.

Oxfam oggi opera in 66 paesi e 20 affiliati: i comunicati ufficiali parlano al momento di una presenza fisica che verrà mantenuta in 48 paesi (sei di questi diverranno nuovi membri affiliati indipendenti) e di un taglio di 1.450 su quasi 5.000 membri dello staff e di 700 su 1.900 organizzazioni partner, ma diverse fonti lasciano intendere che le riduzioni saranno ancora più consistenti.

L’organizzazione era entrata in crisi già da tempo, in particolare per le indagini sugli abusi sessuali avvenuti ad Haiti da parte di alcuni suoi collaboratori, e un percorso di revisione strategica era già iniziato dal 2018, tuttavia l’entità del cambiamento avviato in queste settimane non era immaginabile prima della pandemia.

“Il coronavirus ha reso più vitale che mai il nostro lavoro per aiutare le persone più vulnerabili del mondo, ma allo stesso tempo ha avuto un grosso impatto sulla nostra effettiva capacità di intervenire”, ha detto Chema Vera, direttore esecutivo ad interim di Oxfam International, ben sintetizzando il dilemma che si trovano oggi a fronteggiare le organizzazioni di tutto il mondo impegnate nel sociale e nella cooperazione.