Workshop 7 giugno. Quando l’etica diventa sostenibile

Etica e sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa e nuovi scenari che richiedono l’impegno di consulenti professionisti: parleremo anche di questo il 7 giugno nel corso del workshop “Dal profit al Non profit e ritorno” organizzato da EUconsult Italia e ospitato da First Friday.
L’intervento “Disruptive ethics: innovazioni tra CSR e non-profit” sarà tenuto da Sergio Andres GAITI, Fondatore di Etica Sostenibile, società di consulenza strategica che sostiene aziende ed enti nell’ottica dell’etica e della sostenibilità.

Sergio, un tempo c’era il profit, da una parte, con le sue politiche di CSR, e il nonprofit, dall’altra… una distinzione che ora sembra venir meno…

Facciamo un passo indietro. Con il sistema produttivo e di consumo di massa, con la separazione del lavoro sostenuta dalla tecnologia, sono nate le multinazionali ed enormi fortune globali. Di pari passo è cresciuto l’impatto del mondo economico sull’ambiente e sulle persone, eppure le prime pratiche “strategiche” di CSR, quindi incluse nei processi aziendali, risalgono soltanto agli anni 2000. Dopo meno di 20 anni molto è cambiato: le nuove generazioni, in particolare i cosiddetti “millennials”, creano una domanda crescente di prodotti e servizi che non abbiano soltanto una strategia di CSR alle spalle, ma che essi stessi rappresentino una soluzione ad un problema sociale. Questo approccio più integrato confina con il mondo non-profit perché solitamente la “cura” agli eccessi dell’industria era affidato alle fondazioni o ai progetti esterni che esulavano dai prodotti o dai servizi.

Sul sito di Etica Sostenibile si legge che “chi non fa un lavoro strutturato, integrale e autentico sui propri valori e sul proprio impatto sociale non esiste nel panorama in cui opera”. Puoi spiegarci perché?

Ripartiamo dai millennials: il report di Goldman Sachs dice che tra un paio d’anni diventeranno la generazione più importante dell’economia e questo avrà un impatto importante su come compriamo e come vendiamo qualsiasi cosa. Al di là dei valori, sono digital native e quasi il 100% usa uno smartphone per diverse ore al giorno. Questo significa avere accesso a qualsiasi informazione 24 ore su 24. Se un’impresa o un’organizzazione ha agito in maniera incoerente o ha recato danni ad una comunità, queste notizie girano il mondo con un paio di click. Per fare un esempio pratico, le varie app di recensioni sono criticate o messe in discussione, ma fanno una grande differenza, perché prima di usufruire di un prodotto o di un servizio io posso andare a vedere qual è stata l’esperienza degli altri. In altre parole, stiamo entrando in un’era in cui bisogna fare grande attenzione alla coerenza, e questo si fa lavorando sui propri valori. Se non si lavora sulla propria filosofia, ovvero sui propri principi, sui propri valori, non si è in grado di sapere a cosa essere coerente.

Quanta consapevolezza esiste oggi nel mondo dell’impresa circa importanza di mettere al centro l’etica dell’individuo? Le realtà che incontri sanno che “sono i valori a generare risultati”?

La parola chiave è senz’altro consapevolezza. Quest’ultima è cresciuta moltissimo negli ultimi decenni, e oserei dire che ha decollato negli ultimi tre anni. Ora abbiamo un movimento mondiale chiamato Fridays for Future, e proprio in questi giorni a Milano ho visto coi miei occhi 30.000 giovani che protestavano per le strade reclamando un mondo che metta al centro l’ambiente, chiedevano alla classe dirigente di portare l’attenzione sull’impatto delle azioni dell’uomo nell’ecosistema. Questi valori non sono più ornamentali, sono richieste di azione concreta. La retorica non soddisfa più le nuove generazioni e con queste si è davanti ad un bivio: o si aprono gli occhi davanti ai disastri ambientali di certe pratiche obsolete o si rischia di affondare tutti insieme. Le realtà con cui mi confronto fortunatamente sono piene di persone consapevoli di questi fenomeni e che desiderano mettersi in gioco. Lo fanno non per sé stessi, lo fanno perché hanno la consapevolezza che si tratta della nostra unica chance per il futuro, appunto Fridays for Future.

DAL PROFIT AL NON PROFIT E RITORNO:
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DOVE: sala Acquario @Avanzi via Ampère 61/A – Milano
ISCRIZIONI: entro martedì 4 giugno, inviando la ricevuta del pagamento tramite bonifico bancario a: info@euconsultitalia.it
QUOTA DI PARTECIPAZIONE: 15 euro soci EUconsult Italia, 25 euro non soci da versare gentilmente:Banco Popolare, Roma  Ag. 9 – conto corrente n. 000823 intestato a: EUCONSULT  ITALIA
Codice IBAN: IT48 H 05034 03209 000000000823
INFORMAZIONI:
– sull’evento: Francesca Mineo 335 5646983
– sul EUconsult Italia: Donatella Sassoli info@euconsultitalia.org – www.euconsultitalia.org
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