Raffaele Picilli

Workshop 7 giugno. Fundraising per la cultura in Italia

A che punto siamo in Italia, quando si parla di fundraising per la cultura? E’ uno dei temi del workshop di EUconsult Italia a Milano il 7 giugno, ospitato da First Friday. 

“Raccogliere fondi non è fare fundraising. Nel fundraising la donazione è l’ultimo passaggio di un lavoro duro e paziente che ha al centro il rapporto con il donatore”.

La premessa è di Raffaele Picilli, autore – insieme a Gabriele Granato – de “L’inestimabile Valore”, volume dedicato al marketing e al fundraising per la cultura. Raffaele sarà protagonista del network lunch nel corso del workshop Dal profit al non profit e ritorno, organizzato da EU Consult Italia e ospitato da First Friday il 7 giugno a Milano.

Raffaele, qual è oggi lo stato dell’arte del fundraising per il patrimonio culturale in Italia?

Nel settore pubblico, ha avuto un notevole impatto la creazione dell’Art Bonus, che prevede erogazioni liberali per il sostegno alla cultura, con la possibilità di godere di benefici fiscali sotto forma di credito di imposta. Ad oggi ne hanno beneficiato oltre 1.100 enti, per circa 1.300 interventi e oltre 200 milioni di euro raccolti da 6.000 mecenati. Purtroppo il settore privato non può usufruire di questi benefici. Come tutti gli strumenti, anche l’Art Bonus ha bisogno di essere ben utilizzato e oggi non lo è, ma non per colpa dei donatori. Secondo i dati del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, gli interventi maggiori risultano concentrati nel Nord Italia, in particolare in Lombardia, Veneto e Piemonte.  

Quanta consapevolezza esiste in chi gestisce il patrimonio culturale circa la possibilità di utilizzare strumenti di fundraising?

Il settore nonprofit conosce molto meglio delle pubbliche amministrazioni il fundraising: per esempio, su oltre quaranta musei statali con autonomia finanziaria, pochissimi hanno attivato un ufficio fundraising. Quelli che però hanno iniziato a fare fundraising hanno raccolto frutti assolutamente interessanti e parliamo di centinaia di migliaia di euro in donazioni attraverso strumenti diversi: donazioni semplici, sponsorizzazioni e art bonus. Gli altri stanno a guardare. Non ho ancora capito perché.

I dati sulla propensione al dono in Italia sono comunque molto chiari. I cittadini e le aziende che sostengono progetti culturali sono pochi: le cause più sostenute sono la ricerca medico scientifica, le emergenze umanitarie, il sostegno ai paesi in via di sviluppo e l’aiuto alle persone in stato di povertà. Il fundraising e il people raising per la cultura sono più difficili: servono maggior impegno, attenzione, innovazione e una comunicazione efficace.

In questo scenario, sembrerebbe esistere un certo spazio di crescita per il consulente nel settore della cultura in Italia…

Lo spazio di crescita è ampio. Purtroppo, al consulente si richiede spesso di raccogliere fondi piuttosto che fundraising. Si propongono pagamenti a percentuale che non hanno nulla di etico e che non porteranno assolutamente benefici al cliente. Chi propone il pagamento a percentuale non ha capito davvero cosa sia il fundraising e in cosa consiste il lavoro di un fundraiser. Le organizzazioni, pubbliche o private, che vogliono fare fundraising devono sapere che è un processo lungo che va ben pianificato e devono essere pronte ad investire anche in comunicazione, in innovazione e in molto altro.

DAL PROFIT AL NON PROFIT E RITORNO:
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DOVE: sala Acquario @Avanzi via Ampère 61/A – Milano
ISCRIZIONI: entro martedì 4 giugno, inviando la ricevuta del pagamento tramite bonifico bancario a: info@euconsultitalia.it
QUOTA DI PARTECIPAZIONE: 15 euro soci EUconsult Italia, 25 euro non soci da versare gentilmente:Banco Popolare, Roma  Ag. 9 – conto corrente n. 000823 intestato a: EUCONSULT  ITALIA
Codice IBAN: IT48 H 05034 03209 000000000823
INFORMAZIONI:
– sull’evento: Francesca Mineo 335 5646983
– sul EUconsult Italia: Donatella Sassoli info@euconsultitalia.org – www.euconsultitalia.org
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