La valutazione d’impatto sociale, tutte le ragioni di un trend in crescita

Lucia Pasquadibisceglie, in Avanzi dal 2013, si occupa di valutazione d’impatto realizzando progetti di valutazione per le Fondazioni, in particolare sul tema dell’inserimento lavorativo e dell’inclusione sociale.

Obiettivo? Integrare un approccio sempre più sostenibile nelle attività di business e nell’operatività delle organizzazioni con cui collabora. A lei il compito di guidare il confronto tra colleghi in programma per il nostro prossimo First Friday, venerdì 5 aprile ad Avanzi Barra A, in Via Ampere 61 a Milano.

Lucia, iniziamo dai fondamentali: come si valuta l’impatto sociale di un progetto?
Potremmo entrare nei tecnicismi e descrivere i tanti differenti approcci che possono essere utilizzati, ma c’è una regola d’oro che li accomuna tutti ed è la più importante: se hai un progetto e vuoi misurarne l’impatto, devi saper definire precisamente i tuoi obiettivi e devi saperlo fare coinvolgendo gli stakeholder, oltre qualsiasi tentazione di autoreferenzialità.

Perché il coinvolgimento degli stakeholder è così importante?
Lo è, certamente, perchè instaurare un dialogo con i portatori d’interesse di un progetto significa porre le basi della propria affidabilità, ma non è solo una questione di accountability: mettersi in ascolto degli stakeholder conduce ogni volta a risultati inattesi, ci fa scoprire aspetti imprevisti del nostro lavoro. Parlare, ad esempio, con il destinatario di un intervento apre alla sua storia personale, perché lei o lui il cambiamento innescato dal nostro progetto l’ha sperimentato direttamente e sotto mille sfaccettature, molte delle quali non avevamo nemmeno ipotizzato. E’ un processo che aiuta moltissimo a imparare e migliorare.

La valutazione d’impatto è sempre più diffusa: solo una “moda” o si tratta di una richiesta consapevole da parte delle organizzazioni?
Il non profit ha trascinato il profit e la pubblica amministrazione in questa avventura di rendicontazione che va oltre il semplice racconto delle attività svolte, perchè ti consente di capire che cosa hai fatto, che valore e quali cambiamenti hai realmente generato… insomma, se anche in qualche caso la spinta nasce inconsapevolmente, magari solo per emulazione di un competitor, alla fine si tratta di un processo che ti fa crescere a 360 gradi. Il trend è forte perchè al centro di tutte le metodologie per la valutazione d’impatto c’è la persona e il suo vissuto, qualcosa di cui ci si è dimenticati per troppo tempo.

First Friday, business clinic di IFC Italy aperta e gratuita per professionisti del Terzo Settore, vi aspetta il 5 aprile alle 14.30 ad Avanzi Barra A, in Via Ampere 61 a Milano.

Per prenotazioni e informazioni: francesca.mineo@groupifc.com