Piano di Raccolta Fondi

Il nostro piano di raccolta fondi fa parte del piano strategico?

C’è una domanda che noi fundraiser ci facciamo spesso: il piano di raccolta fondi dev’essere parte integrante del piano strategico dell’organizzazione? E se sì, perché? Le risposte di Laurence Pagnoni, direttore IFC USA.

Il piano strategico non dovrebbe concentrarsi sulle azioni che compiamo per realizzare la nostra missione piuttosto che sul denaro da raccogliere? Molte non profit ragionano in questo modo e scelgono di tenere le due cose separate: da una parte il piano strategico generale, dall’altra il piano di fundraising, come se non fosse necessaria una profonda integrazione tra i programmi dell’organizzazione e i fondi per realizzarli. Ma questa soluzione non è convincente.

Includere la raccolta fondi nel piano strategico è importante perché il modo con cui un’organizzazione si propone di finanziare il proprio futuro influenza di fatto il suo approccio, le sue capacità e il suo impatto potenziale. I contributi di un professionista di sviluppo e raccolta fondi sono preziosi tanto quanto quelli del direttore dei programmi. Chi si occupa di fundraising non è lì per alterare la missione organizzativa, ma anzi il suo compito è tradurla nell’esperienza reale dei donatori. Può dirci se i nostri piani per il futuro sono realistici. I soldi non sono “tutto e la fine di tutto” ma sono necessari per avere il massimo impatto e raggiungere la sostenibilità. 

Ci sono poi 4 elementi che non dovrebbero mai mancare in un piano strategico dal punto di vista dello sviluppo e della raccolta fondi:

  1. Il documento di buona causa

Il documento di buona causa è cruciale perché trasmette l’urgenza di raccogliere fondi per la nostra organizzazione. Scriverlo è una vera e propria arte e consigliamo di affidare sempre questo compito a un esperto.

  1. Il budget

Anche il miglior piano del mondo fallirà se non lo baseremo su una proiezione realistica di entrate e uscite. Fissare obiettivi e allocare risorse è la parte critica del processo di pianificazione e spesso è oggetto di lunghe negoziazioni interne.

  1. Il piano operativo

Il cuore del nostro piano di raccolta fondi sarà un piano operativo in cui ciascuno degli obiettivi strategici si spezzetta in obiettivi “smart”, ovvero specifici, misurabili, raggiungibili, realistici e definiti nel tempo. Per ognuno di questi identificheremo una persona responsabile e ci preoccuperemo di tracciare i progressi.

  1. Il calendario

Uno dei modi migliori di assicurare il coordinamento tra tutte le attività sarà infine quello di usare un calendario annuale per programmare, schedulare e tenere traccia in maniera condivisa di tutto quanto viene portato avanti.

In conclusione? Non basta dar vita a una non profit e sperare che le risorse arrivino.L’esperienza ci dice che siamo noi a sapere di che cosa ha bisogno la nostra organizzazione per crescere. Far esaminare da un professionista di raccolta fondi il nostro piano strategico di solito è un buon suggerimento. Invitarlo subito alla prossima riunione di pianificazione ancor di più.

Laurence Pagnoni, Direttore IFC USA


Se vuoi leggere l’articolo originale pubblicato sul sito di IFC Group:
Is a fundraising plan part of a strategic plan?