“Correremo per i nostri bambini”: a tu per tu con Federica Vella

Federica Vella, coordinatrice della Fondazione Istituto Buon Pastore di Milano, racconta come famiglie, amici e sostenitori si stanno preparando alla prima Milano City Marathon dell’8 aprile.

“In Fondazione mi occupo di diverse attività, in particolare di quelle scolastiche, ma tra i miei compiti ora ce n’è uno particolarmente sfidante: quello di aprire le porte della nostra realtà, farla conoscere il più possibile all’esterno”.

Federica Vella è Coordinatrice della Fondazione Istituto Buon Pastore e da qualche tempo si occupa anche della comunicazione e delle iniziative di raccolta fondi dell’Istituto. Un percorso che ha sviluppato da circa un anno con l’accompagnamento di IFC Italy .

Federica, cosa fa la Fondazione?

La Fondazione è una realtà storica della zona Sant’Ambrogio a Milano, esiste da circa 160 anni e con varie evoluzioni è arrivata fino ad oggi. Abbiamo 2 dipartimenti: uno è il complesso scolastico privato, che va dall’asilo nido alla scuola primaria, e l’altro è quello delle comunità educative. Ne abbiamo sette e attraverso di esse accogliamo minori da 0 a 18 anni che sono stati allontanati dalle famiglie di origine e che presentano situazioni di grave disagio familiare. In alcuni casi riusciamo a seguirli anche oltre maggiore età. Abbiamo oltre 70 dipendenti tra educatori, insegnanti, amministrativi, ausiliari… insomma, una realtà grande e complessa, che ad un certo punto abbiamo deciso di far comunicare di più con il mondo circostante. Ci eravamo accorti infatti che a volte gli abitanti del nostro quartiere e le stesse famiglie che mandavano i figli a scuola da noi non erano pienamente a conoscenza dell’impegno sociale che portiamo avanti ogni giorno.

E così avete deciso di rivolgervi a IFC Italy…

Sì, e fin dall’inizio del percorso di consulenza avevamo in mente un’idea: partecipare alla Milano City Marathon, con il doppio obiettivo di far conoscere la Fondazione e di raccogliere fondi per una delle nostre comunità. Il lavoro è cominciato “da lontano”, perché ha significato l’ingaggio e il coinvolgimento graduale dei genitori dei nostri alunni attraverso gruppi di lavoro e attività trasversali che li portassero a un contatto il più possibile diretto con il nostro lavoro sociale. Si è trattato e si tratta di un’autentica sfida, perché anche le persone più affezionate e volenterose oggi devono fare i conti con la scarsità di tempo e con la molteplicità dei loro impegni.

Lavoro difficile che tuttavia sta dando i suoi frutti…


Sì, ad oggi contiamo una trentina di runner disponibili a correre l’8 aprile e una decina di volontari a supporto dell’iniziativa. Correranno educatori, insegnanti, genitori e amici. Alla fine il “contagio” tra le persone è avvenuto attraverso il passaparola, abbiamo voluto che si creasse un circolo virtuoso e che il desiderio di partecipare fosse stimolato il più possibile “dal basso”.

L’obiettivo di raccolta fondi della maratona è di per sé un obiettivo ingaggiante: con i 12.000 euro che vogliamo raccogliere sosterremo la nostra piccola comunità familiare Il Gabbiano, che accoglie i casi più particolari e difficili. Il messaggio che diamo alla fine è semplice: accanto al tuo bambino c’è un bambino che vive una realtà comunitaria e abbiamo bisogno anche di te per garantirgli studio, salute, gioco e tutto quello di cui un bambino ha diritto.

 

Qual è il valore aggiunto di essere accompagnati da un consulente e quali sono le maggiori difficoltà che avete incontrato?

Il consulente è sempre una persona esterna rispetto alla realtà che ha il compito di affiancare, dunque una difficoltà innegabile è quella di fargli comprendere fino in fondo i meccanismi con i quali l’organizzazione lavora, la sua cultura e la sua storia, così come gli intoppi quotidiani che incontrano gli operatori nel mettere in pratica una strategia. Ma questo punto di vista esterno è anche quello che dà forza alla consulenza: sai di avere accanto qualcuno che può in un certo senso “fermare il tempo”, farti riflettere sulle implicazioni delle tue scelte e delle tue modalità operative, ampliando l’orizzonte della tua organizzazione con una visione strategica, con input, stimoli e idee che altrimenti non ti soffermeresti a valutare. È qualcosa che sicuramente aiuta a guardare avanti e a porsi sempre nuovi obiettivi.

Ne avete già?

Dopo la sfida sul fronte interno per ingaggiare i nostri dipendenti e le nostre famiglie, vorremmo portare il progetto sociale della Fondazione anche alle aziende. Sogniamo che anche da loro possa venire un aiuto concreto per i bambini che accogliamo.