Stefano Oltolini e il nuovo ruolo del grant-seeker

Stefano Oltolini è l’ospite del prossimo FirstFriday: un incontro atteso da molti fundraiser e professionisti impegnati ogni giorno nella ricerca di finanziamenti da Fondazioni.

Oltolini è Foundation partnership manager per la ong COOPI:  segue le relazioni con fondazioni in Italia, Svizzera e USA.

Puoi anticipare alcuni contenuti del tuo intervento a FirstFriday?

Parleremo del ruolo delle fondazioni italiane e internazionali nella strategia di co-financing di una non profit e del profilo di competenze del grant-seeker specialista di Fondazioni, un ruolo che sta assumendo importanza crescente in molte organizzazioni.

Come è cambiata negli anni, in base alla tua esperienza, la relazione con le fondazioni? Quali le potenzialità e i limiti si prospettano oggi? 

Il concetto tradizionale di fondazione puramente erogatrice (grant-making Foundation), spesso approcciata solo per esigenze di co-finanziamento, sta cambiando velocemente. Le fondazioni oggi vogliono essere reali partner e non donors, di progetti d’impatto e di organizzazioni d’impatto. La sfida più grande a mio parere è quella di sviluppare partenariati solidi e duraturi tra organizzazioni che si apprezzano e complementano, superando e migliorando l’ottica progettuale.

Come le fondazioni straniere vedono il lavoro del terzo settore italiano, in particolare modo della cooperazione?

Le fondazioni per loro natura servono e rispondono ad un preciso territorio. L’ipotesi di finanziare una ONP di un diverso paese ha un senso solo se il valore aggiunto che porti è funzionale al lavoro della fondazione. Ad esempio testare un progetto o soluzione pilota, valutarla, e poi replicarla nel territorio di azione della fondazione. Oppure, come nel caso di COOPI, perché sei un global player e sei uno dei pochi soggetti presenti e affidabili in crisi molto complesse, come quella del Lago Chad.

DOVE – AVANZI, via Ampère 61/A (metro Piola) ore 16.30-18.30

Adesioni: francesca.mineo@groupifc.com

 

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