La forza del crowdfunding per #GivetheBeat

“Sono stati tanti i momenti entusiasmanti: aprire la pagina di #GivetheBeat e leggere “30.000 euro raccolti” molto prima della fine della campagna è certamente uno di questi!”. A pochi giorni da First Friday di febbraio Martina Busi ci offre qualche anticipazione sull’esperienza della campagna di crowdfunding #GivetheBeat.

E’ stata la prima ed è stata un successo: puoi darci qualche anticipazione sui risultati della campagna di crowdfunding che hai lanciato a favore della tua organizzazione, Mission Bambini?  

In effetti è stata la prima vera campagna di crowdfunding lanciata dalla Fondazione. Eravamo abbastanza confidenti di poter raggiungere l’obiettivo dei 30.000 euro, proprio perché avevamo dedicato tempo alla pianificazione e ai dettagli, ma non ci aspettavamo un risultato del genere! Oltre 52.000 euro raccolti con 685 donazioni in 54 giorni di campagna. Dall’analisi dei dati sull’andamento delle donazioni, emerge l’importanza del lavoro fatto dai e con i personal fundraisers, che hanno garantito una crescita continua della raccolta, senza grandi picchi ma soprattutto senza momenti “morti”. Il counter che si aggiorna quotidianamente è  anche visivamente uno stimolo che incentiva la donazione e un certo livello di competizione tra i fundraisers ha dato un’ulteriore spinta.

Quali sono stati i momenti di difficoltà e quelli di maggior entusiasmo? 

Non ci sono stati grandi momenti di difficoltà, semmai un grande investimento di tempo nel seguire quotidianamente la campagna e supportare i personal fundraisers nella loro attività. Considerando che erano in 24, l’impegno è stato a volte più dispendioso del previsto, ma ne è valsa certamente la pena. La campagna è stata infatti coinvolgente  e sfidante per tutti i partecipanti:  la comunicazione quotidiana e lo scambio sui vari aspetti sono stati  la diretta conseguenza.

Sono stati tanti i momenti entusiasmanti: aprire la pagina di #GivetheBeat e leggere “30.000 euro raccolti” molto prima della fine della campagna è certamente uno tra questi. In particolare e meno scontate, però,  sono state le soddisfazioni condivise proprio con i fundraisers: scoprire che l’amico che non sentivi da tanto tempo si è attivato subito con una donazione, la generosità a volte inaspettata e la solidarietà delle persone non sempre vicine. Certo, spesso accade il contrario e,  soprattutto  chi è alla prima esperienza di fundraising, si stupisce e può essere anche molto frustrato: il nostro compito è di ricordargli che è normale che accada e fornirgli strumenti e consigli per continuare efficacemente la raccolta.

Questa iniziativa ha segnato un nuovo passo nell’ambito delle strategie di raccolta fondi di Mission Bambini? 

Senz’altro l’esperienza di #GivetheBeat porterà Mission Bambini a investire sul crowdfunding tempo e risorse anche nel 2017: stiamo già lavorando alla prossima campagna. La sfida sarà riuscire a integrare in maniera sempre più efficace questo strumento all’interno delle campagne di comunicazione e raccolta fondi.

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