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Simona Molteni, responsabile raccolta fondi CIAI

Simona Molteni, 40 anni, laurea in economia, dopo una prima esperienza in pubbliche relazioni entra nel mondo nel no profit. Lavora al CIAI da quattordici anni prima come assistente comunicazione e raccolta fondi ora come responsabile del settore fundraising. Ama stare in compagnia, viaggiare, fare sport, montagna e trekking. La montagna è una passione ma anche una lezione di vita: il paesaggio in vetta è davvero appagante anche se costa un po’ di fatica.

Pregi e difetti della tua professione

Parlare al cuore e alla testa delle persone per coinvolgerle in una causa in cui credo fortemente, per avvicinarle ad un’associazione di cui mi fido. Vedere nei loro occhi la soddisfazione per il gesto compiuto, toccare con mano i risultati dei nostri sacrifici sulla vita dei bambini e delle loro mamme. Quale lavoro più gratificante di questo può esserci? I bisogni sono tantissimi, sembrano non finire mai… ce la faremo a continuare? Come?

Per una organizzazione che si occupa di diritti dei bambini, quali le difficoltà e le opportunità nelle azioni di raccolta fondi?

Chi può restare insensibile di fronte ad un bambino privato dei suoi diritti fondamentali? Un bambino che non ha accesso alle cure mediche, una bambina discriminata, un bimbo che non può andare a scuola o anche una ragazzina costretta a sposarsi a 14 anni. Nessuno direi! Questo rende semplice il lavoro di un fundraiser che lavora in un’organizzazione che si occupa di bambini.

E’ anche vero che spesso però per cambiare davvero la vita di questi bambini non serve solo costruire scuole, distribuire medicine o cibo. Serve un cambiamento culturale, un cambiamento reale che può essere certamente stimolato e indirizzato ma che è difficile quantificare e misurare nel breve periodo. Questo aspetto non è sempre semplice da far comprendere al donatore.

CIAI sta avviando un progetto importante che si svilupperà proprio in Italia: possiamo anticiparne i contenuti? è già possibile sostenerlo con donazioni?

CIAI da quasi 50 anni si occupa dei diritti dei bambini e dell’accoglienza in famiglia di minori stranieri abbandonati tramite l’adozione internazionale. CIAI non poteva restare indifferente ai minori in arrivo in Italia con i flussi migratori. Ha così ideato “Ragazzi Harraga”, un primo intervento per minori stranieri non accompagnati che si trovano in Sicilia. Il progetto vuole facilitare il percorso di inclusione dei ragazzi attraverso educazione, orientamento al lavoro e attività ludiche. CIAI lavora infatti per contribuire a creare una società accogliente, che sappia valorizzare il singolo. L’accoglienza ha mille forme: è l’aiuto volontario dato dagli studenti di giurisprudenza per le pratiche legali, è l’opportunità di far parte di una squadra sportiva, è la possibilità di svolgere un’esperienza lavorativa e mettere alla prova le proprie competenze.

Offrire a questi ragazzi queste opportunità potrebbe generare un vero cambiamento nelle loro vite ma anche nella nostra società che li accoglie. Per farlo è possibile sostenere il progetto con una donazione. www.ciai.it