3 domande a..

Monica Barbarotto, project manager

Cosa significa progettare?

Forse non ce ne rendiamo conto ma il progettare è una azione del quotidiano che appartiene alla sfera personale e professionale, tanto da essere spesso sottovalutata. Ogni giorno ci diamo obiettivi nel breve, medio e lungo termine e spesso trascuriamo il processo che invece sarà in grado di portarci a raggiungerli.

Perché l’europrogettazione è considerata palestra formativa?

A mio avviso imparare a progettare e lavorare seguendo le tecniche dell’europrogettazione significa non solo aprirsi a nuovi strumenti di finanziamento ma acquisire un metodo di costruzione progettuale che, innalzando notevolmente la qualità e la chiarezza delle proprie proposte, aumenterà la possibilità di veder finanziati i propri progetti di fronte a qualsiasi tipo di finanziatore, pubblico o privato. Un altro aspetto da non sottovalutare poi, soprattutto in risposta a bandi, è quello della creatività e innovazione che è espressamente richiesta da chi finanzia interventi. Il progettista abituato a lavorare entro queste categorie deve essere quindi in grado di costruire risposte diverse a vecchi problemi, deve saper uscire dagli automatismi che la mente ripropone, portare l’intero team progettuale su piani di riflessione diversi.

Cosa deve contenere quindi la cassetta degli attrezzi di un progettista?

Competenze e preparazione innanzitutto – non ci si può improvvisare in questo ruolo – ma anche dinamismo, elasticità mentale e, perché no, un pizzico di creatività. Voglia di andare a fondo, di conoscere e capire: elementi essenziali quando ci si rivolge a finanziatori quali l’Unione Europea o grandi fondazioni.