3 domande a..

Licia Casamassima, fundraiser

Licia Casamassima, esperta di Corporate fundraising e ospite della sessione di giugno di First Friday, racconta della sua professione e di alcune sue esperienze lavorative.

Come è nata per te la passione per il fundraising e in particolare per la raccolta fondi da grandi donatori?

Vengo dal profit: ho lavorato per ben 12 anni in finanza come gestore di fondi di investimento paesi emergenti, ma non è mai stato il mio posto. Ho studiato economia politica, ho preso un Master in economia dello sviluppo, sono sempre stata una appassionata di cooperazione, sviluppo, inter-cultura. Appena ho potuto, dopo 2 figli e una “quasi” seconda laurea in antropologia, ho deciso che volevo fare un lavoro per cui sentirmi pienamente soddisfatta: la raccolta fondi mi sembrava una buona opportunità, anche perché con aziende e grandi donatori, spesso manager, le competenze acquisite nel profit sono una grande ricchezza!

Quale la sfida più difficile che hai affrontato da fundraiser?

La sfida più difficile è quella interna, a mio parere: nell’ integrare il fundraising con l’ attività “core”, nel lavorare come una squadra, nell’ innovare ed aprirsi a nuove opportunità ed uscire dagli schemi, nel percepire il fundraising come un investimento e non un costo, nel pensare ai donatori come partner e non solo come “cash”. Ci metto d’ altra parte la sfida di farsi percepire dalle aziende come un partner e non come semplice beneficiario di fondi, charity pura e semplice, mai prioritaria tra l’ altro. Un bel lavoro da fare su entrambi i fronti, checché se ne dica!

Al prossimo FirstFriday parlerai anche della tua esperienza in una realtà internazionale, Azione contro la Fame Italia. Puoi anticipare qualche consiglio per i fundraisers che parteciperanno, anche per coloro che lavorano in realtà nazionali o locali?

Ognuno deve partire da quello che è, dalla propria identità, dalle proprie esperienze, dal proprio network. Lì è la ricchezza, lì sono le opportunità che possono essere colte e sulle quali costruire. Punti chiave: distinguersi, capitalizzare le esperienze, costruire relazioni, pensare a partnership win win dove riceviamo ma anche diamo, lavorare su una comunicazione integrata ed efficace.